Visite fiscali: le novità della riforma Madia

La Riforma Madia ha intenzione di comportare delle modifiche abbastanza intense all’organizzazione della Pubblica Amministrazione.

La nuova riforma cambia molte cose, dal sistema di reclutamento, al calcolo dell’idoneità, alla verifica in sede di concorso della padronanza delle conoscenze informatiche e della lingua inglese; cambia il precariato nella Pubblica Amministrazione per mezzo di un piano di stabilizzazione che riguarderà circa 50mila lavoratori, e introduce anche premi di produttività, nonché valutazioni di merito.

Scopo dichiarato della riforma è quello di snellire la macchina dell’amministrazione Pubblica, di premiare i meritevoli, di punire i furbi, e di selezionare coloro che presentano i requisiti necessari al lavoro nello Stato.

Fra le tante modifiche della Legge Madia, qui ne analizziamo una particolarmente importante. La Madia ha infatti anche reso nota la sua intenzione di cambiare la disciplina delle visite fiscali.

La ratio di questa proposta di modifica va ritrovata direttamente nella volontà del Governo di colpire i cosiddetti ‘furbetti’ ed assenteisti, vale a dire i lavoratori pubblici (e non solo) che si davano malati prevalentemente nel weekend.

La legge probabilmente andrà quindi a cambiare gli orari di reperibilità per le visite fiscali e non solo. Vediamo in che cosa potrebbero consistere tali modifiche.

La visita fiscale

visite fiscaliPer visita fiscale si intende un accertamento medico, la cui disciplina è contenuta direttamente nella legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) all’articolo 5.

La visita fiscale è predisposta dal datore di lavoro e consiste in un controllo da parte del medico sia sul fatto che il lavoratore si trovi effettivamente al proprio domicilio, sia sul fatto che sussista un impedimento fisico al lavoro.

Come sappiamo, il lavoratore che si ammali o comunque debba restare a casa dal lavoro è tenuto ad avvertire il datore di lavoro ed il medico curante, il quale deve produrre un certificato di malattia nella sezione dell’INPS, in modo che esso sia visibile a tutti coloro che possono chiedere una visita di controllo.

Il medico fiscale può ridurre o confermare la prognosi effettuata dal medico curante.

Organizzazione ed orari delle visite fiscali

La riforma Madia, allo scopo di colpire i furbetti del certificato medico e le c.d. assenze strategiche, quelle che confluivano nel weekend e nei giorni prefestivi, potrà comportare delle modifiche drastiche agli orari di visita fiscale.

Innanzitutto la nuova organizzazione dei controlli delle visite non sarà più in capo alle ASL, bensì in capo all’INPS. Proprio l’INPS, utilizzando le sue banche dati che avranno al loro interno tutti i certificati medici, potrà decidere quali sono le situazioni sospette e di conseguenze inviare visite fiscali a domicilio.

Non ci sarà più alcuna separazione fra la disciplina delle visite fiscali per i lavoratori dipendenti e per i lavoratori del settore pubblico: dipenderanno tutte unicamente dall’INPS.

L’organizzazione si servirà di 1300 medici specializzati nelle visite fiscali.

Questa è la prima, importante novità dal punto di vista dell’organizzazione delle visite fiscali con la Riforma Madia.

Per quanto riguarda i nuovi orari, invece, le viste saranno molto più concentrate a ridosso dei festivi, di weekend, e delle giornate di riposo; non cessa, però, l’attività di sorveglianza anche nei giorni non festivi per i certificati medici considerati ‘a rischio’.

Le fasce di reperibilità consistono in intervalli di orari nei quali il dipendente pubblico (e non) se malato deve trovarsi a casa propria (l’indirizzo indicato nel certificato), dove potrebbe ricevere la visita del medico.

Gli orari di reperibilità sono i seguenti: 

  • per i dipendenti privati, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.
  • per i dipendenti pubblici, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

La riforma Madia attualmente ha in progetto due ipotesi:

  • stabilire orari di reperibilità uguali per tutti, come 9-13 e 15-18;
  • eliminare le fasce orarie, e richiedere la costante reperibilità del malato.

La reperibilità 24 ore su 24 della seconda ipotesi è quella che spaventa di più i lavoratori.

I casi di esonero

Ovviamente la disciplina di legge contiene anche dei casi di esonero, vale a dire dei casi per i quali non è necessario essere sottoposti ad orari di reperibilità.

visite del medicoEssi sono per esempio le malattie che mettono a rischio la vita del lavoratore (in questo caso l’esonero viene compiuto dal medico segnando il codice E sul certificato), o quelle che chiedono il ricovero in ospedale.

Inoltre dobbiamo ricordare che, sia per i pubblici che per i privati, l’INPS ha sostenuto che l’obbligo di essere reperibili a domicilio al momento della visita non deve essere rispettato in caso di:

  • assenza per forza maggiore;
  • visite specialistiche che coincidono con gli orari di reperibilità;
  • laddove la presenza del lavoratore fosse richiesta altrove.

La giurisprudenza, negli anni scorsi, ha elaborato un’altra serie di ipotesi nelle quali il lavoratore è giustificato se non presente alla visita, che sono per esempio il ritiro di radiografie, il fatto di trovarsi dal proprio medico curante (ma solo se non è possibile andarci fuori dagli orari di reperibilità), per cure dentistiche urgenti, per necessità di recarsi in farmacia.

Altre situazioni nelle quali è possibile allontanarsi è: per effettuare volontariato (ma attenzione che non si tratti di attività che comprometta la guarigione) o per effettuare visita in ospedale a parenti (se gli orari coincidono con quelli della reperibilità).

Non è, secondo la giurisprudenza, assenza giustificata il fatto che il citofono non funzioni, la scorretta indicazione del domicilio, la mancanza del nominativo del lavoratore sul citofono.

L’assenza, in ogni caso, deve essere giustificata e deve essere cominciata al datore di lavoro. Inoltre è necessario che l’assenza non comprometta lo stato di salute del lavoratore, e non ne impedisca la guarigione.

Le sanzioni

Innanzitutto chiariamo che il lavoratore può rifiutarsi di sottoporsi a visita fiscale fuori dagli orari di reperibilità.

Cosa accade in caso di irreperibilità nel corso della visita fiscale senza alcuna delle giustificazioni viste più sopra? In questi casi si incorre in sanzioni anche molto salate.

Secondo la Riforma Madia le sanzioni in caso di assenza durante detti orari sono:

  • decurtazione del 100% dello stipendio per i primi dieci giorni di assenza dal lavoro;
  • decurtazione del 50% dello stipendio per tutti i giorni che seguono.

In attesa che passi la Riforma Madia, per sapere se le sanzioni verranno ulteriormente incrementate o meno.

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